Dipendente in smart working: quando l’azienda può rivolgersi a un investigatore privato?

Lo smart working ha trasformato profondamente il modo di lavorare, offrendo maggiore flessibilità ai dipendenti e nuove opportunità organizzative alle aziende. Tuttavia, il lavoro agile può anche rendere più complesso il controllo del corretto adempimento delle prestazioni lavorative. Infatti può aumentare il rischio di comportamenti scorretti o incompatibili con gli obblighi contrattuali.

In questo contesto, molte aziende si chiedono quando sia legittimo rivolgersi a un investigatore privato per verificare la condotta di un dipendente in smart working e raccogliere elementi utili alla tutela dell’impresa.

Smart working e obblighi del lavoratore

Il fatto che la prestazione venga svolta fuori dai locali aziendali non esonera il lavoratore dai propri obblighi contrattuali. Anche in modalità agile, il dipendente deve rispettare i principi di diligenza, correttezza e buona fede previsti dalla normativa e dal contratto di lavoro.

Tra le possibili violazioni che possono destare sospetti vi sono:

  • svolgimento di una seconda attività lavorativa durante l’orario destinato all’azienda;
  • utilizzo improprio dei permessi o delle assenze;
  • falsa attestazione della propria disponibilità lavorativa;
  • attività incompatibili con uno stato di malattia dichiarato;
  • comportamenti che arrecano danno all’azienda o ne compromettono gli interessi.

Quando è legittia l’indagine investigativa

La giurisprudenza italiana ha chiarito che il datore di lavoro può incaricare un investigatore privato quando vi siano fondati sospetti di comportamenti illeciti del dipendente.

L’attività investigativa non può essere utilizzata per controllare direttamente l’esecuzione della prestazione lavorativa. Tale attività è riservata al datore di lavoro e ai suoi preposti. Può invece essere finalizzata all’accertamento di condotte fraudolente, violazioni disciplinari o comportamenti che esulano dal semplice controllo dell’attività lavorativa.

In altre parole, l’investigatore può raccogliere elementi utili a verificare se il dipendente stia commettendo illeciti o stia violando gli obblighi di fedeltà e correttezza nei confronti dell’azienda.

Smart working e doppio lavoro: uno dei casi più frequenti

Tra le situazioni più spesso oggetto di indagine vi è quella del dipendente che, durante l’orario di lavoro concordato con l’azienda, svolge un’altra attività professionale o imprenditoriale.

Se tale comportamento compromette la disponibilità lavorativa dovuta al datore di lavoro o viola specifici obblighi contrattuali, l’azienda può avere interesse ad accertare i fatti attraverso un’investigazione privata svolta nel rispetto della legge.

Le prove raccolte dall’investigatore possono risultare determinanti nell’ambito di un procedimento disciplinare e, nei casi più gravi, giustificare anche il licenziamento.

Il rispetto della privacy

L’attività investigativa deve sempre essere condotta nel rispetto della normativa sulla privacy e delle disposizioni dello Statuto dei Lavoratori.

L’investigatore privato autorizzato non può effettuare controlli invasivi né monitorare indiscriminatamente la vita privata del dipendente. Le verifiche devono essere limitate all’accertamento di fatti rilevanti per la tutela degli interessi aziendali e svolte con modalità proporzionate e lecite.

Per questo motivo è fondamentale affidarsi esclusivamente ad agenzie investigative autorizzate, in grado di operare nel rispetto delle norme vigenti e di produrre documentazione utilizzabile in sede disciplinare o giudiziaria.

Il ruolo dell’investigatore privato

Quando emergono sospetti concreti di comportamenti incompatibili con gli obblighi del lavoratore in smart working, l’investigatore privato rappresenta uno strumento di tutela per l’azienda.

Attraverso attività di osservazione, raccolta di informazioni e documentazione probatoria, è possibile verificare la fondatezza dei sospetti e fornire al datore di lavoro elementi oggettivi per assumere le decisioni più appropriate.

In un contesto lavorativo sempre più orientato alla flessibilità, le indagini aziendali costituiscono dunque un supporto prezioso per garantire trasparenza, correttezza e tutela degli interessi dell’impresa, nel pieno rispetto dei diritti dei lavoratori.

Le prove possono essere usate?

La giurisprudenza ha più volte riconosciuto la validità delle prove raccolte dall’investigatore privato quando finalizzate all’accertamento di condotte illecite estranee alla semplice prestazione lavorativa.

Conclusioni

Le investigazioni aziendali rappresentano oggi uno strumento sempre più importante per tutelare imprese e professionisti da comportamenti scorretti che possono causare danni economici e organizzativi rilevanti.

 

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